Interviste

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Stop a «Rockerellando», le ragioni del sindaco

Ha sollevato un vespaio di polemiche la sospensione da parte del Sindaco di Toscolano Maderno della manifestazione musicale due giorni prima della conclusione. L’abbiamo raggiunta al telefono per farci spiegare le motivazioni
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Molte polemiche ha suscitato la decisione presa dal Sindaco di Toscolano Maderno, Delia Castellini, di interrompere in corso d’opera la manifestazione musicale “Rockerrellando”, giunta alla 25° edizione, prevista al pattinodromo di Toscolano da martedì 22 a domenica 28 luglio e sospesa invece gli ultimi due giorni (sabato e domenica).

I motivi esposti nell’Ordinanza, che ha previsto la sospensione e lo sgombero dell’area entro le ore 17:00 di sabato 27 luglio (come risulta da ordinanza che alleghiamo), hanno fatto arrabbiare gli organizzatori e non solo che hanno ritenuto la misura eccessiva e sproporzionata ai fatti contestati – inosservanza dei limiti degli orari musicali – e conseguente disturbo della quiete pubblica; fatti che hanno richiesto più volte l’intervento delle forze dell’ordine durante la notte tra venerdì e sabato. Questa decisione ha causato ripercussioni economiche importanti sul Festival che aveva già i frigo pieni di cibo in vista del weekend, alcuni gruppi musicali che dall’estero stavano raggiungendo il festival, tecnici del suono e professionisti vari che hanno dovuto sospendere il loro lavoro.

Per provare a capire cos’è successo,
 i motivi di questa decisione e come mai non si è riusciti a trovare una soluzione diversa, raggiungo al telefono il Sindaco Castellini

Buongiorno Sig.ra Sindaco, partiamo dalla ricostruzione cronologica. Mi racconta esattamente cos’è successo?

L’Associazione “Liberamente” ci chiede in gestione l’area pubblica del pattinodromo indicando, come sempre, un responsabile e indicando le persone che, come sempre negli anni precedenti, avrebbero dovuto essere presenti la notte per garantire la sicurezza delle attrezzature. Noi abbiamo dato l’autorizzazione a suonare fino alle ore 24:00 e non fino alle ore 1:00 come loro scrivono. La nostra Polizia Locale, dopo aver accertato che poco dopo le ore 24:00 stavano ancora suonando, sono intervenuti ed hanno chiesto di interrompere il concerto. Come risposta gli organizzatori hanno sostenuto di avere l’autorizzazione fino alle ore 1:00 e che quindi non avrebbero interrotto l’esibizione. Gli agenti sono andati in Comune a prelevare la documentazione e sono tornati al Festival multandoli con l’importo di 100 euro, come previsto dal nostro regolamento.

Gli agenti, dopo le ore 2:00, sono stati chiamati al 112 due volte dalla popolazione nel corso della notte per disturbo della quiete pubblica. Gli organizzatori, essendo stati già sanzionati, non potevano non sapere che la situazione era delicata.

Risulta evidente che l’organizzazione di Rockerellando di quest’anno non è stata in grado di gestire la situazione. Gli organizzatori sostengono poi di essere andati a dormire alle ore 2:00 di notte lasciando lo spazio incustodito. Noi lo spazio lo abbiamo concesso a loro per tutta la durata del Festival e quindi spetta a loro vigilare e tenere monitorata la situazione. I responsabili sarebbero dovuti restare a vigilare durante la notte.

Gli organizzatori però lamentano un’ostilità già in fase iniziale.
Non mi risulta assolutamente. Su richiesta della Prefettura abbiamo dato maggiore importanza al discorso sicurezza – non solo per Rockerellando ma per tutti gli eventi. Le uniche limitazioni che sono state date, e per ovvie ragioni di sicurezza, sono relative alla zona bordo fiume dove abbiamo negato l’autorizzazione a posizionare delle balle di fieno, un gazebo e un impianto di distribuzione delle birre. In quest’area mancano i piani di sicurezza e di evacuazione e le necessarie vie di fuga.
Noi ci siamo trovai sabato mattina senza che venissero messe in atto le misure di sicurezza e di ordine pubbliche idonee per garantire il proseguimento del Festival.
Quando loro sono venuti a parlare con noi non ci hanno dato nessuna garanzia che si sarebbero adoperati per gestire al meglio la situazione. Sostenevano che avevano ragione loro, che erano andati via e quindi ciò che era successo dopo non era di loro responsabilità.

Quello che voglio chiederle è questo: prima di prendere una decisione di questo tipo avete provato a trovare una soluzione diversa ed instaurare un dialogo?
Gli organizzatori non lo hanno cercato, anzi. Si sono presentati con un loro legale dal nostro agente di Polizia Locale sostenendo di avere ragione loro. Ora ho chiesto un verbale anche agli agenti di questo fatto. Resta che un locale dato in gestione ad alcune persone è stato abbandonato mentre avrebbero dovuto vigilare.

Da parte dell’Istituzione c’è una volontà di recuperare questa brutta situazione?
Non glielo nascondo che questa decisione è stata dolorosa. Io al festival ho sempre partecipato, ci andavo da giovane e sono sempre andata anche negli anni scorsi. Detto questo io non ho messo la parola fine. Nel festival sono coinvolte molte persone che conosco e so si danno da fare per dare vita a questa manifestazione. Se loro fossero venuti a parlarmi ammettendo l’errore e garantendomi la prosecuzione e la vigilanza durante la notte, evitando le lamentele del circondario, non sarei arrivata a questa decisione. Siamo in centro abitato, ci sono alberghi ed abitazioni nelle vicinanze. Io auspico che per il prossimo anno ci sia una ripresa della manifestazione, garantendo però al Comune le condizioni di ordine pubblico adeguate.
Sicuramente gli agenti sono stati rigidi, ma se a fronte di questo avessi trovato da parte loro (degli organizzatori) una collaborazione sarebbe stato diverso.


Subsonica. Due ore e mezza di musica, effetti speciali ed energia infiammano e fanno tremare il Palasport di Verona.

Sold-out per la data veronese dei Subsonica. Palasport gremito all’inverosimile quello che sabato sera ha accolto la band torinese per la tappa del tour “Una nave in una foresta”.

A colpire la mia attenzione, abituato al palco scarno dei cantautori dove l’effetto speciale massimo è costituito dall’apparizione di una chitarra elettrica, è la straordinaria scenografia.

Palco inclinato, con pedane disposte su più livelli, sovrastato da quattro grandissime strutture che si illuminano, si piegano, si inclinano e scendono. Anche la a parte inferiore del palco si illumina, così come le giacche dei musicisti, su cui appaiono degli scorci dei video inviati dai fans in occasione della canzone “Di domenica”.

Non voglio esagerare, ma mi ricordano molto le luci utilizzate in alcuni live dei Pink Floyd. Come dicevamo prima folle oceaniche ed un pubblico trasversale, e forse sta anche qui la chiave dello straordinario successo dei Subsonica.

Presenti all’appello persone di sinistra, amanti della musica disco, giovani e meno giovani di diverse estrazioni culturali e sociali..tutte a saltare con le mani al cielo facendo tremare (e non nascondo un briciolo di tremore) le scalinate in cemento del Palasport.

In apertura snocciolano i pezzi del nuovo disco per poi ripescare tutti i vecchi successi, e ad ogni accordo un boato del pubblico come a sottolineare” questa la so e la canterò a squarciagola”.

Per me, che ripeto sono abituato ad ambienti più tristi e sommessi, dopo il piccolo trauma iniziale è stato davvero dello sentire tutta questa energia riversata in un concerto.

Tra i pezzi con arrangiamenti elettronici e rock fanno capolino una canzone scritta con Morgan ed “Up Patriots to arms” di Franco Battiato, che molto ha a che fare con questo genere di musica e con cui i Subsonica hanno duettato proprio nel loro disco con questo brano.

Di poche parole, ma semplice e con i piedi per terra, il front man Samuel. Nessun atteggiamento da rock star ma semplicità, serietà e una gran voglia di cantare, divertirsi e far divertire.

Difficile restare tale quando di fronte hai migliaia di persone che ti considerano un semi dio. Bravo!.

Il tour continua con date a Roma, Bologna, Firenze, Genova e Milano e consiglio davvero a tutti di non lasciarselo scappare..anche chi non è un culture del genere rock-elettronico.


Intervista a Flavio Togni dell’American Circus

Intervistiamo via mail Flavio Togni, uno dei responsabili dell’American Circus che sarà a Brescia fino al 10 novembre. Stanno presentando il loro nuovo spettacolo, che invito tutti ad andare a vedere, e mi sono fatto raccontare qualche curiosità sulla vita degli artisti circensi e sulla grande famiglia Togni che ha portato il Circo Italiano in tutto il mondo.

  • Partiamo dal nuovo spettacolo. La tradizione dell’Amercian Circus è famosa per riuscire a miscelare sapientemente innovazione e tradizione. Come avete costruito questo spettacolo?
  • Proprio dall’innovazione, mantenendo salde le tradizioni della famiglia Togni. Il circo ha offerto un po’ tutto per questo oggi è importante giocare molto sulle coreografie luci e costumi.
  • Cosa lo contraddistingue dai precedenti?

Un ritorno al passato sfruttando di più le tre piste., con gli animali. Ma anche con i numeri stessi. In fon dei conti noi siamo gli unici ancora oggi ad usare le tre piste in tutta europa

  • Parliamo di Circo e stato dell’arte. Questa straordinaria forma d’arte che ha attraversato i secoli e presente in ogni paese del mondo in che acque naviga? Quali sono le maggiori difficoltà che incontrate? La situazione in Italiana è differente da quelli di altri paesi dove, magari, la tradizione circense è presa in maggior considerazione?

Il circo è ancora l’unico grande spettacolo dal vivo che da emozioni a tutta la famiglia e un luogo dove la famiglia è unita e questo è tantissimo in una società frenetica come la nostra in cui quasi genitori con i propri figli non riescono a parlare a volte neanche si incontrano.

Le difficoltà oggi sono enormi. Costi di gestione alle stelle, burocrazia soffocante, mancanza di aree idonee dove poter istallare le nostre strutture. Noi giriamo in tutta Europa e non ci capita mai di trovare paesi così difficili come l’Italia.

  • Mi racconta come si svolge, brevemente, la giornata tipo di un artista circense?

Vita dura quella dei circensi. Sveglia all’alba il primo pensiero va ai nostri animali, con una visita mattutina, poi prepariamo i bambini per la scuola e poi si prova fino all’ora di pranzo. Nelle prime ore del pomeriggio si organizza il lavoro poi si parte con di due spettacoli.

  • La cosa che mi fa più arrabbiare è quando il circo, da alcuni, viene considerata “roba per bambini”, sminuendo il lavoro e la fatica delle centinaia di persone che ci lavorano e che hanno dedicato al circo la loro vita e quella dei loro figli. E’ d’accordo anche lei? Come si può fare per evitare questa cosa? Non crede che il fatto che esistano tanti circhi “bruttini” (mi passi il termine), che usano nomi di circhi famosi, faccia solo male al mondo del Circo?

Si è vero. In Italia non c’è cultura sul circo. Ma alla gente nonostante tutto piace e viene a vederci, nonostante la crisi. I circhi nel nostro paese sono troppi e molti non rispettano le regole facendo cadere sempre più in basso l’intera categoria. Oggi non è facile rispettare le regole, noi le rispettiamo perché è nella nostra indole ma non basta dovrebbero farlo tutti.

  • Questione animali feroci. Premetto che i numeri che amo di più sono quelli di acrobazia, ma credo che se l’unico modo perchè il circo sopravviva è tenere gli animali feroci così i bambini riempono il tendono, sia un prezzo giusto da pagare. Mi fanno molto arrabbiare gli animalisti che invitano a “non andare la Circo” invece di diffondere una cultura del circo invitando la gente ad affollare i tendoni. Magari, così facendo, i circhi in futuro potrebbero anche fare a meno di utilizzare tigri e leoni, che immagino per voi sia anche un costo elevato, ma fino a quel momento credo sia lecito e non sconvolgente utilizzarli. Lei cosa ne pensa?

Noi abbiamo tigri di tre diversi colori. Gli animalisti…mah! In Germania e in Olanda aiutano il circo a trovare aree idonee per il benessere degli animali stessi. In Italia fanno solo tanta caciara…

  • Mi racconta una bella e una brutta avventura vissuta sotto il tendone?

Bella la nascita dei miei 2 figli Bruno e Adriana, brutta è quando vediamo insultare i nostri spettatori da un gruppo di animalisti davanti a casa nostra. Ci sentiamo umiliati per chi vuole venirci a trovare e viene insultato.


Piante, fiori e cucina sabato e domenica “infesteranno” Salò.

IL 13 E 14 SETTEMBRE SUL LUNGOLAGO LA 7° EDIZIONE DELLA MOSTRA MERCATO INTERNAZIONALE. OLTRE 60 STAND, ALLESTIMENTI DI GIARDINI NELLE PIAZZE E, TRA GLI OSPITI, LO CHEF CAMANINI.

Per non “morire di noia” come i cavalli di una canzone firmata De Andrè-De Gregori, a Salò si danno da fare da per animare la cittadina gardesana con concerti, spettacoli ed iniziative che coinvolgono pubblico di differente età ed interesse.

Questo week end una bellissima iniziativa invaderà con piante, fiori e ricette le strade di Salò.

Piante acquatiche, ornamentali, sempreverdi, bulbose, agrumi di Sicilia, ma anche spezie, essenze rare, artigianato, arredi per il giardino e allestimenti. Il Lungolago di Salò, incastonato tmostra botanica salo repertoriora i monti e il Lago di Garda, diventerà una vera e propria vetrina a cielo aperto di una delle più significative mostre mercato del Green. Sabato 13 e domenica 14 si terrà infatti la 7° edizione della mostra botanica della rassegna ‘i Giardini del Benaco’, che quest’anno ospiterà oltre 60 stand provenienti da tutta Italia e non solo. Molte le novità del settore e gli spunti che questa due giorni regalerà ad appassionati, turisti e professionisti del verde. Anche le piazze più importanti della cittadina diventeranno dei veri e propri giardini. In particolare, Piazza Vittoria sarà allestita da Sky Green di Sirmione, Cherubini Ferrante di Padenghe sul Garda e Rizzoni Marco di Roè Volciano, mentre Piazza Zanelli sarà adornata dal Vivaio Santigaro di San Felice del Benaco. La manifestazione quest’anno si arricchisce, inoltre, di incontri sul tema. Nel pomeriggio di domenica, a partire dalle ore 15.00, nella Sala dei Provveditori del Municipio di Salò, alcuni prestigiosi ospiti terranno dei focus mirati su temi dedicati. Grande attesa per il gourmet Riccardo Camanini, allievo di Marchesi e attuale superchef del Lido ’84 che terrà una “lezione” su come cucinare con i fiori. A seguire, l’esperto Gianluca Bonomo di Torino, darà consigli utili per la realizzazione e il mantenimento di laghetti e piante d’acqua. Termineranno gli appuntamenti i giardinieri della Fondazione Andrée Heller di Gardone Riviera che spiegheranno come ottenere un buon orto in vaso.

Tra le iniziative correlate, sempre all’interno della Rassegna ‘i Giardini del Benaco’, giovedì 2 e venerdì 3 ottobre si terrà sempre a Salò, al Museo della Città, il workshop a numero chiuso tenuto dall’architetto paesaggista Daniel Vasini dello studio olandese West 8. Il tema sarà “Arte, Paesaggio, Bellezza: sviluppo di idee e proposte d’intervento sul territorio”. Il workshop, organizzato in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Lombardia e dell’Aiapp nazionale, è a numero chiuso, con iscrizione, aperto a studenti o laureati di diversa formazione (architetti, ingegneri, agronomi, forestali, naturalisti ecc.) nonché giardinieri ed appassionati, interessati a conoscere ed approfondire le tecniche della progettazione del verde. La partecipazione riconosce crediti CFP per le categorie professionali.

A tutti i partecipanti verrà consegnato un attestato e il 25 ottobre, giorno della presentazione dei progetti, verrà comunicato il primo classificato a cui andrà in premio un weekend in una struttura alberghiera del lago.

Per tutte le informazioni è possibile scrivere a igiardinidelbenaco@comune.gardoneriviera.bs.it o telefonare al numero: 0365/294605. Info generali anche su http://www.igiardinidelbenaco.it.


LA LIGURIA CHE ODIA I BANCOMAT

 

Se state per andare in vacanza in Liguria premunitevi di contanti, sarà impossibile utilizzare il vostro bancomat perchè, dicono i ristoratori, che non funzionano o non sono autorizzati ad utilizzarlo.

Strana avventura quella che mi è capitata lo scorso week end in Liguria, più precisamente a Varigotti e Finale Ligure. Mi trovavo in quelle zone come ospite in giuria della rassegna Varigotti Festival, molto bella, e colgo l’occasione per complimentarmi con gli organizzatori.

Capita che l’unico sportello Bancomat di Varigotti è fuori uso. E’ sabato mattina, non abbiamo contanti, e vogliamo fare colazione e poi pranzare. Il bancomat più vicino si trova a Finale Ligure, circa 5 Km da Varigotti, che visto il bel tempo decidiamo di percorrere a piedi.

La nostra intenzione era quella di fermarsi in un bar per fare colazione, ma l’impresa è risultata impossibile. 

In ogni posto in cui entravamo, e ne abbiamo scandagliati almeno una ventina, le risposte alla mia domanda se potevo pagare con carta bancomat erano le seguenti:

 

  • la linea isolata (risposta data da una ricevitoria del lotto dove i clienti stavano regolarmente facendo le loro puntate”
  • il bancomat non funziona
  • manca il titolare del locale e noi non siamo autorizzati a ricevere pagamenti con il bancomat
  • no, non è possibile perchè non abbiamo la linea adeguata

 

In molti ristoranti c’è addirittura un cartello scritto a mano all’ingresso che recita “NON CARTE O BANCOMAT”.

Questo è capitato in Bar, Tabaccherie, negozi, cartolibrerie, rosticcerie, ecc ecc ecc

Oltre al disagio creato a tutti i turisti, e ricordo che siamo in Liguria a fine luglio, che devono fare 5 km per prelevare, la cosa che più mi infastidisce è l’evidente bufala creata ad arte per non pagare le commissioni o addirittura evadere il fisco. Il pagamento Bancomat è tracciato e quindi non possono fare furberie.

Trovo davvero poco serio questo atteggiamento, magari dagli stessi operatori che si lamentano della scarsa affluenza dei turisti, considerando che i turisti stranieri sono abituati a pagare caffè e biglietto dell’autobus in questo modo.

Insomma, non abbiamo potuto fare colazione fino a quando siamo arrivati a Finale Ligure e abbiamo prelevato, temendo che anche la banca ci dicesse che “non accettavano carte o Bancomat”.

Per fortuna un bagno in mare ha addolcito la nostra giornata.

 

 

 


Passi nella Neve 2015

Nel centenario della Grande Guerra, la rassegna presenta un programma senza precedenti: ecco il programma “Passi nella neve 2014”. Luca Zingaretti aprirà le danze

Tenetevi liberi tutto agosto, sopratutto se amate la montagna ed i racconti che narrano della Guerra Bianca in Adamello.
La rassegna Passi della Neve propone tantissimi appuntamenti nei luoghi dove la Guerra è stata combattuta. Zaino in spalla quindi.. e pronti a partire.
Questo il programma sintetico, prima di ogni appuntamento entreremo nei dettagli dello stesso.

• domenica 3 agosto ore 8,30 Ponte di legno/Tonale
Costa di Casa Madre –‐ Piana della Baracca delle Fortificazioni (mt 2.300 circa)
LUCA ZINGARETTI
IL COLORE DEL PIOMBO da Il sorriso dell’obice Dario Malini Mursia Edizioni

• sabato 9 agosto ore 8,30 Temù
Destinazione Garibaldi
narrazione in cammino con Davide Sapienza –‐ in partenza alle ore 8,30 da Malga Caldea (mt
1.584) al Rifugio Garibaldi (mt 2.550 circa)

• domenica 10 agosto ore 11,30 – Pontedilegno
Passo di Lagoscuro (mt 2.970 circa)
Luciano Bertoli e Davide Bonetti
Prima che cadano le foglie letture e musiche dalla Prima Guerra

• lunedì 11 agosto ore 8,30 Pontedilegno/Tonale
Città Morta, Memoria Viva
narrazione in cammino con Davide Sapienza –‐ in partenza alle ore 8,30 dalla Cabinovia del
Tonale (mt 1.884) alla Città Morta (mt 2.500 circa)

• lunedì 11 agosto ore 21 Pontedilegno
Sala Consiliare del Comune di Pontedilegno
SCEMI DI GUERRA una produzione Vivofilm (2008) soggetto e sceneggiatura Davide Sapienza,
Enrico Verra e Francesca Zanza. Regia di Enrico Verra
presentazione, proiezione e commento di John Ceruti e Davide Sapienza

• domenica 17 agosto ore 21 Temù
Museo della Guerra Bianca di Temù
Filmati storici dalla Grande Guerra presentazione, proiezione e commento con Walter Belotti

tutte le informazioni sulla pagina Facebook o sul sitowww.passinellaneve.it


Nel paese della meraviglia

di Anna Molinaro

Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni, ed è un sogno dai forti ed affascinanti contrasti quello in cui i Sonics hanno trascinato gli spettatori, grandi e piccini, con il loro “Meraviglia”

Nella suggestiva cornice di Piazza Loggia a Brescia, questa compagnia di acrobati,nata nel 2001 da un’idea di Alessandro Pietrolini e Ileana Prudente, ha portato sul palco un caleidoscopico spettacolo che ha da subito acquistato la dimensione della favola, popolandosi di creature straordinarie e macchine sceniche sorprendenti.

Figure oniriche sospese a diversi metri di altezza, impegnate in appassionanti coreografie aeree, o bloccate in plastiche pose scultoree, che superano il peso e sfidano la forza di gravità, rubando la leggerezza per dividerla con il pubblico.

Tessuti, cerchi, palle, trapezi hanno sostenuto gli artisti in un alternarsi di virtuosismi circensi, di danza classica, contemporanea e di ginnastica artistica, in una perfetta declinazione tutta italiana del nouveau cirque.

La compagnia, che annovera nel proprio curriculum grandi eventi e spettacolari performance aeree presentate nelle più belle piazze italiane europee e del mondo, ha inaugurato il tour estivo con una performance acclamata già nelle precedenti stagioni per la ricchezza di armonie fisiche e le suggestioni di colori e di suoni. Uno spettacolo poetico, surreale, intimista e divertente, che ha guidato il pubblico a ritrovare i segreti d’infanzia del gioco e della fantasia, dove l’immaginario e il reale si fondono e si confondono, per arrivare ad un’unica conclusione: il percorso che conduce al proprio paese delle meraviglie passa attraverso l’emozione per le cose più semplici.