Intervista ad Alex Bevilacqua

a cura di Caludia Baitelli

Milanese, impara a suonare la chitarra intorno ai 16 anni e inizia presto a comporre le sue prime canzoni. Durante gli anni universitari milita nei Monochrome Garden, formazione di area new wave in veste di autore e chitarrista.
Successivamente dà vita assieme a Davide Verazzani al progetto Divins Clochards, un duo acustico che alterna proprie composizioni in italiano contigue al pop e alla canzone d’autore con cover di celebrati maestri di oltreoceano e oltremanica. Si esibiscono più volte al Nidaba Music Theater, un locale sui Navigli appena aperto che sarebbe diventato in seguito un punto di riferimento importante per la musica dal vivo meneghina. Terminata questa esperienza, approda all’attività di autore in studio, specializzandosi in produzioni di pop, pop-rock e canzone d’autore in italiano con incursioni nella pop-dance in inglese. Collabora prevalentemente (ma non solo) con voci femminili. (bio ufficiale)

1) Ciao Alex. Qual’è il punto di vista di queste “Visioni d’insieme”? E qual’è l’orizzonte raccolto?

il titolo si riferisce anche alla possibilità che hanno gli autori di comprendere nelle loro canzoni diversi punti di vista sullo stesso argomento, assumendo la prospettiva di personaggi e stati d’animo differenti. A questo punto l’uso della prima o della terza persona non è rilevante, quel che conta è che i soggetti coinvolti possono variare e con loro le proprie “visioni”. Il pubblico di solito poi è più portato a pensare che dietro un “io” si celi l’autore e dietro un “lui”  o una “lei” un’altra persona. Ma non sempre è così…

 
2) Penso che le tue canzoni esprimano la contrapposizione quotidiana tra genio creativo e pragmatismo (vedi ad esempio Volàno di vorrei)Ognuno ricerca il suo equilibrio tra le due dimensioni. Tu scrivendo questo progetto hai trovato una tua soluzione?

Una soluzione in realtà non si trova mai. L’importante è cercare di viversi bene la tendenza agli slanci ideali riducendone l’effetto inconcludente con un po’ di sano materialismo. Le percentuali di questo rapporto sono spesso “ballerine”, ma proprio qui sta il bello.

 
3) Dai tuoi testi traspare chiaramente una visione realista e tuttavia condivisibile dell’amore. Credi che il binomio poesia-romanticismo sia superato?
Il sentimento amoroso, ricollegandomi alla risposta di prima, vive anch’esso nella dualità spirito-materia e non si sottrae a quella stessa logica altalenante.

4) Quale delle tue canzoni ti rispecchia di più? Perchè?
Forse “Bohème di cartapesta”, che io sento come un inno al desiderio inesauribile di libertà proprio dell’artista.

5) La nostra tradizione vuole che sia tu a rivolgere a noi l’ultima domanda, quindi..
AleX, sei più interessato alla parte testuale o musicale delle canzoni? ( si fa da solo la domanda 😉  )
E’ anche questa una visione d’insieme! La forza di una canzone sta giusto in questo mix, nell’alchimia che si riesce a creare tra i due elementi. Tuttavia nella scrittura parto dalla musica nel 95% dei casi, anche se la musica stessa spesso mi viene suggerita da una parola o da più frasi chiave. .

http://www.alexbevilacqua.it

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Informazioni su spaccadischi

giornalista musicale, redattore del quotidiano vallesabbianews.it, è tra gli ideatori ed organizzatori del concorso Musica da Bere, socio e giurato del Club Tenco di Sanremo. Giurato del premio per la canzone d'autore emergente "Varigotti Festival" si occupa i musica principalmente italiana. Vedi tutti gli articoli di spaccadischi

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